AS RELAÇÕES PERIGOSAS TRANSFIGURAÇÃO DO GÓTICO OITENTISTANOS IMBRICAMENTOS DE DRÁCULA, DE BRAM STOKER, E O RETRATO DE DORIAN GRAY, DE OSCAR WILDE
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Abstract
Oltre allo spazio che occupano nella letteratura, essendo conosciuti, in una prospettiva moderna, come esponenti dell'horror, il rapporto tra Bram Stoker e Oscar Wilde va oltre un legame professionale. Entrambi erano irlandesi, laureati al Trinity College, frequentavano gli stessi ambienti sociali e, per un periodo, corteggiavano la stessa donna. Tuttavia, a causa di tali somiglianze, il silenzio espresso da Stoker in merito all'arresto di Wilde nel 1895 si rivelò anomalo, poiché, all'epoca, altri contemporanei espressero le loro opinioni. Detto questo, questo articolo si propone di analizzare il modo in cui Bram Stoker, surrettiziamente, ha inserito Oscar Wilde nel tessuto del romanzo Dracula (1897), manipolando episodi reali in elementi di horror gotico. Oscar Wilde, a sua volta, creò, in Il ritratto di Dorian Gray (1891), una critica antimperialista, trasformando, come i suoi contemporanei, le risorse attuali in morbosità e paura. Le analisi, esaminando le componenti estetiche e diegetiche, hanno portato a concludere che, al di là di una mera configurazione cupa, l'insolito si presentava ad entrambi gli scrittori come strumento di esplorazione e trasfigurazione di istanze particolari.
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