Considerazioni su Antonio Gramsci

Elisa Marani

Resumo


Abstract: The aim of this essay is to recall the figure and thought of Antonio Gramsci through biographical aspects relevant to an assessment in his entirety (from his childhood spent in the land of Sardinia to the agitated years in Turin, from the communist militancy to the encounter with Tania, from the arrest to the years of imprisonment). Once imprisoned, Gramsci would elaborate an ambitious project working incessantly on it, while he would be gradually abandoned having become an inconvenience for most of his party comrades and his wife (this latter issue has yet to be clarified). A story of passion - civil, human, in a word political, but also a story of pain, suffering, and extreme loneliness the founder of the Italian Communist Party, whose pen became his perennial struggle for the “Common Good”. I also want to draw attention to the persistent gap in the Italian cultural scene between the majority of the leftist intellectual class and the people. The leftist intellectuals often fall into a dangerous contradiction, and instead of filling the gap, they reinforce it often using not the best language to arrive to people. That is why despite years spent in studying Gramsci, and despite rhetorically recalling the great thinker, they fail in their mission as “gramscian intellectuals” who should have an ethical duty to approach the lower classes, instilling awareness and providing tools to get a real knowledge of the reality in order to change it.

Key words: Gramsci. Militancy. Imprisonment. Solitude. Gap.

Abstract: Con il presente articolo intendo anzitutto ricordare la figura e il pensiero di Antonio Gramsci ripercorrendone aspetti biografici importanti per Considerazioni su Antonio Gramsci valutare l’uomo nella sua interezza. Seguono gli episodi cruciali che hanno contribuito alla sua formazione intellettuale: dall’infanzia trascorsa nella terra sarda ai concitati anni nella Torino universitaria e proletaria, dall’incontro con Tania alla militanza comunista, dall’arresto agli anni del carcere. Proprio nel luogo di massima costrizione fisica Gramsci elabora l’ambizioso sogno comune lavorandovi incessantemente, mentre viene progressivamente abbandonato da molti dei compagni di partito e dalla moglie (vicenda, quest’ultima mai definitivamente chiarita). Una storia di forte passione- civile, umana, in una parola politica- da un lato, ma anche una storia di dolore, sofferenze e estrema solitudine quella del fondatore del Partito Comunista Italiano che nella penna trova il riscatto per una lotta perenne. L’obiettivo di questo intervento è anche quello di richiamare l’attenzione sul persistente divario, nel panorama culturale-politico italiano, tra certa intellettualità che si professa di sinistra e il popolo, e sulla palese contraddizione quindi di una classe-casta che non si impegna per ricomporre il gap. Questa mancata volontà della sinistra è esattamente il contrario di ciò che avrebbe voluto il grande pensatore cui pure retoricamente a volte si ritorna: l’intellettuale gramsciano ha il dovere etico di avvicinarsi alle classi subalterne, istillando in esse una presa di coscienza e fornendo loro strumenti reali di conoscenza della realtà per cambiarla.

Parole chiave: Gramsci. Militanza. Arresto. Solitudine. Divario.


Texto completo:

PDF


Licença Creative Commons
A Revista Italiano UERJ está licenciada com uma Licença Creative Commons Atribuição-NãoComercial 4.0 Internacional.


Universidade do Estado do Rio de Janeiro

Instituto de Letras


Rua São Francisco Xavier, 524, 11° andar, CEP 20559-900, Maracanã, Rio de Janeiro-RJ, Brasil
E-mail: revistaitalianouerj@gmail.com